σφαίρῃ δηὖτε με πορφυρέῃ βάλλων χρυσοκόμης
Ἔρως νέηνι ποικιλοσαμβάλῳ
συμπαίζειν προκαλεῖται.
ἡ δ’, ἔστιν γὰρ ἀπ’ εὐκτίτου Λέσβου,
τὴν μὲν ἐμὴν κόμην, λευκὴ γάρ,
καταμέμφεται, πρὸς δ’ ἄλλην τινὰ
χάσκει.
La palla rossa a me lancia Eros dai capelli d’oro
e con una fanciulla dai sandali a colori
mi spinge a giocare.
Ma essa, ch’è di Lesbo dalle belle case,
sdegna me bianco già sul capo
e avida sospira per un altro.
ANACREONTE
Frammento 358.
Page, Poetae Melici Graeci (Oxford, Clarendon Press, 1962).
Traduzione (adattamento poetico) di Salvatore Quasimodo.