Dolce tristezza, pur t’aveva seco,
non è molt’anni, il pallido bambino
sbocconcellante la merenda,
chino sul tedioso compito di greco…
Più tardi seco t’ebbe in suo cammino
sentimentale, adolescente cieco di desiderio,
se giungeva l’eco d’una voce,
d’un passo femminino.
Oggi pur la tristezza si dilegua
per sempre da quest’anima corrosa
dove un riso amarissimo persiste,
un riso che mi torce senza tregua la bocca…
Ah! veramente non so cosa più triste
che non più essere triste!
GUIDO GOZZANO
L’ultima infedeltà