Facta, ut diximus, communia sunt bonis et malis; in se indifferentia sunt, et solum propter intentionem agentis bona vel mala dicenda sunt.
Le azioni, come abbiamo detto, sono comuni ai buoni e ai malvagi; in sé sono indifferenti, e devono essere chiamate ‘buone’ o ‘cattive’ solo a causa dell’intenzione dell’agente.
PIETRO ABELARDO Ethica (44.30–32)