Carolina Invernizio, irrisa dalla critica letteraria del suo tempo, era nata, appunto, a Voghera il 28 marzo 1851.
Scriveva un romanzo in una settimana e non aveva l’abitudine di rileggerne il testo prima della pubblicazione.
Con l’intento di stigmatizzare la sua presunta goffa superficialità, fu indicata dai critici come “Carolina di servizio” o come “la casalinga di Voghera.
Nonostante recensioni stroncanti, i suoi romanzi con titoli enfatici e uno stile semplice e diretto ebbero un successo enorme.
Carolina Invernizio morì il 27 novembre 1916 a Cuneo.
“Chi nega l’amore è un pazzo: non ha mai conosciuta la potenza, non è mai vissuto in modo completo, non è mai stato travolto da quel turbine impetuoso, che trascina con sé le più belle intelligenze, le coscienze più oneste, seminando cadaveri lungo la via…”
(citazione da Carolina Invernizio, La sepolta viva, 1906)
L’AUTENTICA “CASALINGA DI VOGHERA”.