IPuo’ essere che ϕιλοσοϕία e ὑποκρισίη siano, rispettivamente, la sola attitudine del filosofo, da un lato, e dell’attore, dall’altro.
Non solo per necessità, per convenienza o per paura, tuttavia, i filosofi sono perfetti ipocriti.
A proposito della morte, poi, da sempre i filosofi mentono più o meno nella stessa maniera degli attori sulla scena.
La morte, infatti, non si concede all’astrazione.
Scrive Emil Cioran:
“I filosofi sono troppo orgogliosi per confessare la loro paura della morte, e troppo pretenziosi per riconoscere alla malattia una fecondità spirituale.
C’è una serenità fasulla nelle loro riflessioni sulla morte; in realtà sono loro a tremare di più.
Ma non dimentichiamo che la filosofia è l’arte di mascherare i propri sentimenti e i propri supplizi interiori al fine di ingannare il mondo sulle vere radici del filosofare”.
(da Pe culmile disperării, 1934.
Al culmine della disperazione, tradotto da Fulvio Del Fabbro per Adelphi nel 1998; cap. IX Sulla morte, pag. 40)







