LA COSCIENZA CRITICA COME STRAVAGANZA
La tecnica che tutto conserva, ordina, manipola e di cui l’uomo, ormai, è solo un grigio funzionario realizza un dominio titanico confortevole e rassicurante che ha, però, un prezzo salato.
Il conto si paga non potendo praticare altro che l’unica forma di pensiero funzionale allo scopo intrinseco del dispiegarsi della tecnica stessa: il pensiero come calcolo.
Calcolo economico, calcolo tecnico: Denken als rechnen, come lo chiamava Martin Heidegger.
Quest’unico modo di pensare porta inevitabilmente a riscontrare progressi in tutti i campi, cosa di cui generalmente ci si rallegra.
Ciò accade perché tale pensiero produce strumenti concettuali sempre migliori per definire e misurare qualsiasi cosa.
Il pensiero come calcolo, d’altro canto, annichilisce necessariamente la capacità di giudizio dell’umanità.
Facilmente, la poca coscienza critica che sopravvive in ciascuno viene considerata da noi stessi una debolezza, un errore di calcolo, appunto, o una cattiva attitudine al lavoro che oggi consiste come l’intera esistenza nell’avere un rapporto con le intelligenze artificiali.