IL 25 LUGLIO DEL 325 SI CONCLUSE IL CONCILIO DI NICEA
Il primo Concilio ecumenico è oggi famoso grazie al successo nel 2003 del romanzo Il codice da Vinci di Dan Brown.
Nel romanzo si sostiene che, prima del Concilio di Nicea che stabilì la natura umana e divina di Cristo e lo indicò come figlio di Dio, Gesù fosse considerato un semplice profeta.
Naturalmente, è pura fantasia in quanto la divinità di Gesù è affermata da lui stesso, dagli Apostoli durante la loro predicazione e da tutti i primi scrittori cristiani.
Convocato dall’imperatore Costantino il 20 maggio del 325, il primo Concilio ecumenico cristiano ebbe, dunque, luogo a Nicea nel palazzo imperiale.
I lavori dei padri conciliari, presieduti dall’imperatore, furono aperti il 19 giugno e conclusi il 25 luglio dello stesso anno.
Costantino aveva invitato tutti i circa 1800 vescovi della Chiesa cristiana.
Il numero dei partecipanti, tuttavia, è incerto: pare che in non più di 220 riuscirono a raggiungere la sede imperiale.
Il Concilio decise di molte questioni.
A proposito della natura di Cristo, per esempio, vennero sconfitte le opinioni dei vescovi ariani e fu scritto il simbolo niceno:
Πιστεύομεν εἰς ἕνα Θεόν, Πατέρα παντοκράτορα, πάντων ὁρατῶν τε καὶ ἀοράτων ποιητήν.
Καὶ εἰς ἕνα κύριον Ἰησοῦν Χριστόν, τὸν υἱὸν τοῦ Θεοῦ, γεννηθέντα ἐκ τοῦ Πατρὸς μονογενῆ, τουτέστιν ἐκ τῆς οὐσίας τοῦ Πατρός, Θεὸν ἐκ Θεοῦ, φῶς ἐκ φωτός, Θεὸν ἀληθινὸν ἐκ Θεοῦ ἀληθινοῦ, γεννηθέντα, οὐ ποιηθέντα, ὁμοούσιον τῷ Πατρί, δι’ οὗ τὰ πάντα ἐγένετο, τά τε ἐν τῷ οὐρανῷ και τὰ ἐπὶ τῆς γῆς, τὸν δι’ ἡμᾶς τοὺς ἀνθρώπους καὶ διὰ τὴν ἡμετέραν σωτηρίαν κατελθόντα καὶ σαρκωθέντα καὶ ἐνανθρωπήσαντα, παθόντα, καὶ ἀναστάντα τριτῇ ἡμέρᾳ, καὶ ἀνελθοντα εἰς τοὺς οὐρανούς, και ἐρχόμενον κρῖναι ζῶντας καὶ νεκρούς.
Καὶ εἰς τὸ Ἅγιον Πνεῦμα.
Τοὺς δὲ λέγοντας, ὅτι ἦν ποτε ὅτε οὐκ ἦν, καὶ πρὶν γεννηθῆναι οὐκ ἦν, καὶ ὅτι ἐξ οὐκ ὄντων ἐγένετο, ἢ ἐξ ἑτέρας ὑποστάσεως ἢ οὐσίας φάσκοντας εἶναι, ἢ κτιστόν, ἢ τρεπτὸν ἢ ἀλλοιωτὸν τὸν υἱὸν τοῦ Θεοῦ, τούτους ἀναθεματίζει ἡ ἁγία καθολικὴ καὶ ἀποστολικὴ ἐκκλησία.
Ironizzando sui compiti dati da Costantino ai vescovi, poi, Voltaire cita l’episodio della distinzione che fu fatta fra libri apocrifi e libri ispirati da Dio:
«I padri del Concilio distinsero tra libri delle scritture e libri apocrifi grazie ad un espediente piuttosto bizzarro: avendoli collocati alla rinfusa sull’altare, vennero detti apocrifi quelli che caddero in terra.»

