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UN EQUIVOCO ANCORA DA CHIARIRE

Come è noto ai più, la figura occidentale di Satana ha numerosissimi antecedenti a partire da secoli prima del fiorire della cultura giudaico cristiana.

Satana ha origine nelle mitologie antiche del vicino oriente e ha profonde radici nelle religioni mesopotamiche, egizia, zoroastriana, caldea e cananea, tutte caratterizzate dalla credenza in divinità o spiriti malvagi e crudeli.

Nel corso dei secoli tali entità hanno contribuito alla definizione della figura di Satana apportandole tutte le diverse caratteristiche dalle più significative alle sole parvenze morfologiche spaventevoli come nel caso di Bes.

Bes, l’unico dio egizio ritratto frontalmente, subisce, quindi, un macroscopico travisamento fin dagli albori della cristianità.

Bes, occorre precisarlo, non era un dio malvagio o maligno e non portava disgrazie e malattie né annunciava catastrofi.

A partire dal medio regno, anzi, Bes si afferma in tutto l’Egitto come divinità protettrice dal malocchio e da tutte le forze del male.

È il dio della casa, della musica e del ballo, guarisce dalle malattie e protegge il sonno, propizia la fertilità della donna e la piacevolezza dei suoi rapporti coniugali, la assiste durante il parto, vigila sui neonati e tutela il matrimonio.

Era raffigurato con le sue smorfie e linguacce su moltissimi oggetti di uso domestico, dai vasi per i cosmetici alle testiere dei letti.

Se anche questo dio egizio contribuisce fra gli altri alla nascita del Satana occidentale, dunque, è solo perché le sue fattezze sono le più adatte al demonio secondo il gusto bizantino.

Nell’antico Egitto, infatti, veniva rappresentato nano, quasi sempre vecchio, con le gambe arcuate, ornato di piume di struzzo e con la coda.

Portava spesso in mano “armi” con cui scacciare gli spiriti maligni: il Sa (il nodo della fortuna), un coltello corto o strumenti musicali.

Bes era associato anche ai divertimenti ed era patrono delle danzatrici.

Un dio evidentemente molto diverso dal Satana, ebraico, cristiano, islamico o letterario che sia.

Da millenni, oramai, il dio Bes non dà segno di sé.

Se anche oggi stigmatizziamo il body shaming e vorremmo correre indietro nel tempo nel vano intento di punire i prepotenti e risarcire le loro vittime (tutti, per altro, morti anche da secoli), del torto subito dal dio Bes che, invece, mortale non sarebbe, non si ricorda più nessuno.

Bes, vittima di un orrendo pregiudizio, con ottime ragioni è offeso e ci ha girato le spalle.

Bes non ha mai avuto un culto organizzato, templi dedicati e sacerdoti: era un dio amato dalla gente comune.

Solo gente semplice potrebbe, forse, chiedergli scusa per farlo tornare a propiziare la fortuna nelle nostre case.

Prima o poi, Bes vorrà riconciliarsi con l’umanità, quando per secoli è stato scacciato, scambiato per il diavolo?

E, se lui tornasse, noi saremmo in grado di accogliere i suoi doni preziosi e di custodirli o rifiuteremmo ciò che porta chi ci sembra fatto come Satana?

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