Walter Chiari era uno che con le donne ci sapeva fare.
Collezionò, come Mastroianni (più sornione ma altrettanto vincente), bellezze nazionali e internazionali.
Era un caro ragazzo, anche quando era quasi vecchio.
Amico di tutti e amico sincero, innamorato dell’amore.
Capace di lasciare un film per raggiungere la donna amata dall’altra parte del mondo.
Generoso (morì povero), volle che fosse scritto sulla sua tomba: «Non preoccupatevi, è solo sonno arretrato».
Parlava, parlava, e, a differenza di quelli che parlano, parlano, diceva anche delle cose intelligenti.
DINO RISI
I miei mostri, Mondadori, Milano, 2004 (p. 219)
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