RIPICCHE AMOROSE..
Nei versi di CALLIMACO l’amore è un gioco lieve di continue ripicche.
Anche il rifiuto o l’abbandono non causano profonde crisi esistenziali.
Così nell’epigramma LXIII dedicato ad una dispettosa fanciulla detta, appunto, “zanzaretta”:
οὕτως ὑπνώσαις, Κωνώπιον, ὡς ἐμὲ ποιεῖς
κοιμᾶσθαι ψυχροῖς τοῖσδε παρὰ προθύροις.
οὕτως ὑπνώσαις, ἀδικωτάτη, ὡς τὸν ἐραστὴν
κοιμίζεις, ἐλέου δ᾽ οὐδ᾽ ὄναρ ἠντίασας.
γείτονες οἰκτείρουσι, σὺ δ᾽ οὐδ᾽ ὄναρ. ἡ πολιὴ δὲ
αὐτίκ᾽ ἀναμνήσει ταῦτά σε πάντα κόμη.
Che tu dorma, Conopio, il sonno che a me
fai dormire presso questo gelido atrio!
Che tu dorma, perfidissima, come il tuo amante
fai dormire, e neanche in sogno ottengo pietà!
I vicini si commuovono, e tu neanche in sogno! Ma grigia
la chioma presto ti rammenterà di tutto ciò.
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