“La noia l’ho provata sempre; la prima esperienza cosciente che ne ho avuto risale a un pomeriggio della mia infanzia, quando ho sentito nel modo più intenso una presenza insieme interna ed esterna: era quella del tempo…
una lacerazione ostile, una esclusione folgorante dal paradiso e, soprattutto, una impressione di vacuità letteralmente inesauribile (questa impressione paradossale è la definizione stessa della Noia), che dovevo in seguito sperimentare tanto di frequente.
A torto o a ragione immagino che Leopardi abbia dovuto affrontare lo stesso genere di sensazioni e di prove”
MARIO ANDREA RIGONI
(da “Le vie parallele di Cioran e Leopardi”, intervista a Mario Andrea Rigoni di Antonio Castronuovo)
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